Grazie a questa semplice applicazione è possibile calcolare il valore catastale di un bene immobile qualsiasi esso sia, compresi i terreni.
E’ però necessario, ma sufficiente, essere a conoscenza:
1. della categoria catastale a cui appartiene il bene;
2. della rendita catastale non rivalutata, che si può consultare nell’ultima dichiarazione dei redditi oppure presso l’ufficio del catasto (per i terreni agricoli si parla di reddito dominicale non rivalutato).

L’Agenzia del Territorio ha messo a disposizione un apposito servizio on line che aiuta a cercare, la rendita catastale: per accedere è sufficiente inserire il codice fiscale. Eseguito l’accesso, per procedere nella ricerca, occorrono gli estremi catatali dell’immobile (comune, foglio catastale, particella/mappale , ed eventuale subalterno).

A seconda che di tratti di prima o seconda casa, il valore catastale cambia, ed è quindi fondamentale specificare questa caratteristica nell’apposito campo “Abitazione principale”.

Il conteggio della rendita catastale è adoperato:
– nella definizione dell’ asse ereditario;
– nelle successioni legittime o testamentarie, per quantificare l’imposta di successione;
– nelle donazioni e nella tassazione delle compravendite immobiliari (nei casi in cui si può applicare la modalità “prezzo-valore”, in vigore dal 2006).
NOTA:
Per il calcolo dell’IMU e della TASI, la normativa fiscale prevede moltiplicatori catastali differenti. Quindi il valore catastale ricavato grazie a questa applicazione non va adoperato come base imponibile per il calcolo delle suddette imposte.

Note sull’utilizzo del calcolatore
Il valore catastale calcolato attraverso questa applicazione può essere utilizzato come:
– base imponibile per il calcolo di alcune imposte nelle compravendite immobiliari soprattutto quando l’acquirente intende utilizzare la norma di tassazione “prezzo-valore”;
– come base per determinare la tassa di successione nell’ambito delle successioni ereditarie.
– come riferimento per individuare il valore minimo annuo del canone di locazione che non può essere, per legge, inferiore al 10% del valore catastale calcolato.

A partire dal mese di gennaio del 1992 la data di riferimento permette di effettuare calcoli storici. Se invece la data è quella odierna, l’applicazione si avvarrà dei coefficienti in vigore attualmente.

L’applicazione per il calcolo del valore dell’asse ereditario, indica come data di riferimento la data di apertura della successione.
Come separatore delle cifre decimali l’applicazione utilizza sia la virgola che il punto.
Se invece le cifre riportate in Euro hanno come separatore delle migliaia il punto, si deve necessariamente utilizzare la virgola per separare le decimali.